Cos'è il compensato?

Maggio 29, 2021

Cos’è il compensato?

Il compensato è un semilavorato a strati di legno sfogliato dal tronco dell’albero. Appartiene alla grande classe dei pannelli stratificati o multistrati, da i quali si distingue per il l’orientamento incrociato dei vari strati.

Il procedimento per ottenere pannelli di legno compensato consiste infatti nello “sfogliare” il tronco d’albero con un apposito tornio in grado di tagliare uno strato molto sottile di legno (1-3 mm), incollando poi i fogli fra loro in modo da “incrociare le venature”. Questo incrocio fa sì che la resistenza del materiale sia uniforme in tutte le direzioni, perché la resistenza del legno lungo le venature non si manifesta ugualmente in tutte le direzioni. L’incrocio delle venature fa sì che le caratteristiche meccaniche del legno, tipicamente unidirezionali, vengano “compensate” in una direzione ortogonale, da cui il nome. Prodotto dalla metà dell’Ottocento, esso era considerato un materiale moderno (il cui costo è anche oggi superiore a quello della semplici assi) e fu impiegato per le pannellature dei mobili, anche di quelli storicisti decorati da imponenti parti scolpite in massello di noce.

I legni più utilizzati per la produzione di pannelli stratificati sono legni dolci come le conifere e in particolare l’Abete, il legno di Betulla o il Pioppo, ma esistono compensati realizzati con essenze più pregiate quali il Faggio, il Teak, l’Okoume e altri. Vi sono inoltre compensati in cui i soli strati esterni sono realizzati con fogli più o meno sottili di essenze pregiate come quelli appena citati o anche Noce, Rovere, Palissandro, ecc., mentre gli strati interni che costituiscono la gran parte del pannello sono in legni dolci. In questi ultimi casi il compensato viene detto anche compensato nobilitato.
Per incollare i fogli tra loro serve una pressa semplice grande come il pannello, simile o uguale a quella per creare pannelli di truciolare. Se si usa colla fenolica (resistente all’acqua) si ha un compensato adatto all’esterno e al trasporto via mare (come il compensato “canadese marino”).

Il compensato appartiene alla famiglia dei pannelli a base di legno e presenta generalmente forma rettangolare, con un lato doppio dell’altro e spessore esiguo rispetto alla sua lunghezza e larghezza.
Esso è composto dalla sovrapposizione di almeno tre sottili strati di legno ottenuti mediante sfogliatura, una lavorazione eseguita dopo la scortecciatura del tronco e che, con un taglio tangenziale dello stesso, permette di ricavare un nastro continuo di materiale legnoso. Questo viene ridotto in fogli delle dimensioni volute che sono poi essiccati per renderne compatibile l’umidità con gli adesivi utilizzati e l’ambiente di successiva posa in opera. Gli sfogliati ottenuti vengono quindi selezionati, sovrapposti in strati che in genere sono di numero dispari, con la fibratura incrociata e in maniera simmetrica rispetto allo strato centrale. Durante tale fase, la spalmatura di miscela collante termoindurente sulla superficie dei fogli che formano gli strati pari del pacco in composizione, consente di renderli solidali tra loro tramite pressatura ad adeguate temperatura e pressione. Il pannello che ne deriva viene infine squadrato per regolarizzarne i bordi, calibrato, levigato e collaudato.

La norma di prodotto per il compensato è la UNI EN 636.

Il compensato è generalmente classificato in base alla specie legnosa usata per comporre le facce del pannello, all’aspetto superficiale della facce stesse, alla composizione (omogeneo o misto), al tipo e alla classe di incollaggioin funzione delle caratteristiche climatiche dell’ambiente di posa in opera (per uso in ambiente secco, umido o esterno), in base alla durabilità naturale del legno (intesa come resistenza agli agenti del biodegradamento) e al tipo di impiego (strutturale o meno).
L’insieme delle suddette variabili è in grado di determinare le caratteristiche estetiche e prestazionali del prodotto e le sue destinazioni commerciali preferenziali.
La classe di qualità del compensato è determinata sulla base di un esame visivo dell’aspetto superficiale delle facce del pannello, facendo riferimento alle norme UNI EN 635.
Il compensato è generalmente fornito in varie possibili combinazioni qualitative.

A differenza di altri pannelli a base di legno, a causa delle numerose variabili che influenzano e concorrono a determinare le prestazioni del compensato, non sono attualmente disponibili norme europee che riportano i valori caratteristici di questa tipologia di pannello.

La loro derivazione e dichiarazione, che risulta di fondamentale utilità a supporto della progettazione e verifica strutturale in conformità all’Eurocodice 5, è lasciata alle singole aziende produttrici.

Caratteristiche del compensato di pioppo

Il compensato di pioppo evidenzia le peculiarità del legno usato, ovvero leggerezza, colore chiaro, elevata omogeneità con venatura appena percettibile, facilità di lavorazione, incollaggio e finitura.

Uno dei principali attributi del legno di pioppo è che può essere ridotto in fogli di ampia superficie e privi di difetti che consentono di produrre un compensato dalle caratteristiche di aspetto esteriore pressoché uniche o quantomeno ben superiori a quelle di molti pannelli dello stesso tipo realizzati con altre specie legnose.

La semplicità di posa in opera e la versatilità di impiego costituiscono ulteriori elementi di pregio.

Il pannello costituisce anche un supporto ideale per il rivestimento con molti materiali decorativi e rientra quale componente nella realizzazione di molti compositi.

I produttori di compensato di pioppo, inoltre, sono sempre più orientati verso lo sviluppo di pannelli che uniscono caratteristiche estetiche ed innovazioni tecniche, soddisfacendo così la crescente domanda del mercato nei confronti di reali esigenze prestazionali o estetiche (compensati prefiniti, con inserti isolanti, ignifughi e così via).

Perchè usare il compensato di pioppo?

Il pioppo è una specie legnosa particolarmente adatta alla produzione del compensato.
Da ormai quasi un secolo in Italia sono stati selezionati numerosi cloni di pioppo diffusamente coltivati in impianti specializzati, soprattutto nella pianura padana. Tra questi il più noto è il clone ‘I-214′ che è anche stato introdotto con eccellenti risultati in molti Paesi europei ed extra-europei.

La coltivazione del pioppo ha avuto nel tempo una serie di conseguenze importanti, movimentando profondamente il paesaggio, contribuendo all’integrazione dei redditi agricoli e allo sviluppo socio-economico legato alla presenza delle attività di filiera distribuite sul territorio. In quanto attività finalizzata alla produzione legnosa interna, la pioppicoltura italiana ha una sua peculiarità molto importante. Essa infatti è una pratica che si realizza a tutti gli effetti in un contesto agronomico, ove prevede un minor apporto di fertilizzanti rispetto alle colture agricole tradizionali, ma riguarda un prodotto finale che in genere, in altri Paesi, è tipico del settore forestale; pertanto, essa si sostituisce in maniera significativa ai popolamenti forestali per quanto riguarda l’approvvigionamento di materia prima legno da parte dell’industria di trasformazione.

La disponibilità di pioppo in volumi adeguati (circa 80 mila ettari), ottenibile in tempi brevi (con turni di 8-12 anni), in quantità programmabile e dalle caratteristiche omogenee e di qualità elevata ha determinato il successo dell’industria nazionale del compensato contribuendo in maniera determinante allo sviluppo del settore dell’arredamento e al suo apprezzamento a livello mondiale.

Alle notevoli valenze ecologiche che caratterizzano il legno in quanto risorsa naturalmente rinnovabile, trasformabile con ridotti costi energetici e basso impatto ambientale, riutilizzabile e riciclabile, si aggiunge inoltre il suo contributo positivo al ciclo del carbonio, che ne rendono auspicabile l’aumento della produzione e del consumo dei suoi derivati quali corrette risposte alle attuali aspettative in termini di rispetto ambientale e sviluppo sostenibile.

TAGLIARE IL COMPENSATO

Per tagliare il legno manualmente, è importante effettuare un po’ di pressione mentre si muove la lama in avanti e allentare la pressione quando si effettua il movimento al contrario.

In questo modo, ci si affatica meno e si evita di fare sforzi inutili dato che la lama taglia esclusivamente nel movimento in andata e non in quello di ritorno.

È importante accompagnare la lama esercitando una leggera pressione per tutta la lunghezza della linea tracciata. Prosegui in questo modo, con movimenti regolari, per riuscire ad ottenere un taglio preciso.

Se incontri difficoltà nel taglio del legno, ecco un piccolo suggerimento. Nel caso in cui ti trovassi a dover lavorare una tavola di legno molto spessa e difficile da tagliare, puoi passare un po’ di paraffina sulla lama per far sì che questa scivoli meglio sul legno e faciliti il taglio.

Questa pratica è utile anche quando la lama tende a surriscaldarsi. Inoltre, può capitare che la tavola si spacchi proprio alla fine del taglio. Per evitare questo inconveniente, puoi mettere uno spessore nel tratto finale della tavola, che servirà per ovviare ad eventuali spaccature.

Per praticare il taglio partendo dall’interno, devi forare la tavola al centro e poi seguire la linea tracciata dall’interno verso l’esterno.

STRUMENTI PER TAGLIARE IL COMPENSATO

Traforo e kit per lavorare il legno

Tavoletta, morsetto, archetto, trapano manuale, punta, lame. Si tratta di un vero e proprio kit per lavorare il legno che consente a tutti gli amanti del fai da te di eseguire tutti i piccoli lavori di bricolage.

Sicuramente lo avrai visto nei migliori negozi di bricolage e fai da te. Questo kit per lavorare il legno consente a chiunque di realizzare lavorazioni manuali del legno in modo semplice e preciso.

L’archetto (in tubo d’acciaio o piatto) consente di tendere le lame, che vengono fissate e bloccate grazie al mandrino di serraggio. Le lame per il traforo del legno, lunghe 130 mm, si differenziano per tipologia di stradatura che può essere dritta o a denti alternati, ma anche per spessore e per dimensione dei denti.

Se il legno è duro, meglio preferire le lame con dentatura fitta.

Saracco o segaccio manuale per legno

Saracco, sega a mano o segaccio. La lama ha una forma trapezoidale e allungata ed esistono due varianti di segaccio:

  • sega senza costolatura sul dorso, che consente di tagliare listelli, pannelli, tavole e anche tronchi quando non è richiesta estrema precisione di taglio;
  • sega a dorso, che consente di effettuare tagli di maggiore precisione, ma su tipi di legno che non richiedono tagli lunghi e profondi. È particolarmente indicata per tagliare compensati e pannelli multistrato.

Il saracco, pur essendo uno strumento di semplice utilizzo, è bene seguire alcuni accorgimenti.

Innanzitutto, per evitare che la lama si blocchi durante il taglio, è preferibile distanziare le parti divise inserendo una zeppetta nella linea di taglio. In questo modo si può tagliare più facilmente e senza intoppi.

E ricorda che il primo taglio è decisivo.

Per tagliare correttamente e rimanere nella giusta traiettoria, bisogna stare molto attenti nella fase iniziale di taglio del legno. Per il resto, sarà molto semplice proseguire con il taglio e ottenere un risultato perfetto.